Il Piccolo Cinema è un luogo di discussione aperto, è un laboratorio di immagini, è un atelier di idee. È un forum, una piazza, un luogo d’incontro che usa il cinema per capire il mondo, per aprirsi ad esso. E viceversa: si nutre della vita per capire il cinema, per affrontarlo consapevolmente, per farlo.

Il Piccolo Cinema è un nuovo modello per stare insieme, nato dal basso, senza gerarchie. È un piccolo centro di elaborazione di racconti attraverso le immagini. Nel Piccolo Cinema si mette in discussione la visione dominante, lo status quo, l’invasione di immagini in movimento. Nel Piccolo Cinema si dibatte e s’impara, l’uno dall’altro. Si selezionano testi, parole, storie: e poi si capovolgono, si distruggono, si ricreano, si modificano.

Il Piccolo Cinema è una scuola di cinema senza scuola, senza docenti, senza allievi. È un’anti-scuola: non è un’emanazione delle istituzioni accademiche, né una protesi di scuole tecniche. Non è un Istituto, né un corso di cinema. Non è un prolungamento di noiose lezioni inconcludenti, né un corso post-laurea. Non supplisce alla mancanza di pratica o di discussione di nostri corsi universitari, anche se ce ne sarebbe bisogno. Il Piccolo Cinema è un cinema… piccolo. Ovvero è un piccolo specchio della vita, è un modo per (ri)vederla, una minuta lente per osservarla, in modo intimo e collettivo allo stesso tempo. Non come se la vita e i suoi abitanti fossero tante piccole formiche, e noi gli scienziati: al contrario, noi formiche tra formiche.

L’aggettivo “piccolo” sottolinea la dimensione domestica e amichevole dello spazio. Il Piccolo Cinema, nella storia prolungamento di un altro spazio (la scuola, la fabbrica, la parrocchia), torna ad essere un’estensione della vita, senza soluzione di continuità. L’opposto del multisala, la cattedrale aliena dove tutto è sotto controllo (luce, odori, suoni, temperatura) per recidere il cinema dalla vita, per fare in modo che la visione di un film non abbia nulla a che fare con l’esistenza.

Il Piccolo Cinema è un progetto dell’associazione Antiloco.

antilocoAntiloco nasce nel febbraio 2004 dall’idea di un gruppo di ragazzi eterogeneo, composto da artisti, film-maker, antropologi, critici letterari, storici, che hanno in comune essenzialmente una cosa: la voglia di produrre cultura per tutti, non slegata dai problemi sociali e dal tentativo di una partecipazione il più possibile larga ed inclusiva da parte dei cittadini.

I linguaggi espressivi che privilegiamo non conoscono confini e si aprono a innovativi progetti di didattica del cinema, educazione al patrimonio cittadino e ricerca sociale.

Negli anni Antiloco ha prodotto film corti e documentari che hanno vinto numerosi premi internazionali (come “Maria Jesus”, “Mio fratello Yang”, “Zakaria” dei fratelli De Serio), ha organizzato rassegne di cinema e di arte come Crocevia di Sguardi (Baretti, Torino) e ha costituito un tassello importante nel mosaico del volontariato della città e del quartiere.

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